Spartacus Wiki
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Gneo Pompeo Magno
Pompjoel.jpg
Nome originale Gnaeus Pompeius Magnus
Ultima apparizione La Vittoria
Relazioni Metello (Alleato)
Marco Licinio Crasso (Alleato)
Giulio Cesare (Alleato)
Stato Vivente
Attore Joel Tobeck

Pompeo è considerato uno dei più grandi generali di Roma che stermina, di ritorno dalla Penisola Iberica, l'ultima parte dei ribelli in fuga verso nord. E' conosciuto come il Giovane Macellaio per la sua efferatezza. E' comparso esclusivamente nell'ultimo episodio di Spartacus: La Guerra dei Dannati.

Apparenza Fisica[]

Nella sua unica presenza indossa una brillante armatura bianca in cuoio e l'elmo ornato di finiture di ottone in rilievo e decorazioni adatte ad un uomo della sua importanza e grande statura politica.

Personalità[]

Pompeo come Crasso è un uomo molto ambizioso ed incline a macchinazioni politiche a proprio vantaggio. Il suo livello si rispecchia nella sua personalità che trasmette anche con il suo portamento e lo sguardo sicuro, pomposo e tracotante. Allo stesso modo tiene a cuore gli interessi della Repubblica e serve onorabilmente la gloria di Roma.

Abilità nel Combattimento[]

E' considerato da tutti come il più grande guerriero di Roma a seguito delle sue numerose vittorie sin dalla giovane età tanto da guadagnarsi il rispetto degli amici ed avversari, è ritenuto un maestro militare sia per terra che per mare e proprio per questo i suoi uomini usano il simbolo dell'aquila ed il delfino nelle loro armature.

La Vendetta[]

Il nome di Pompeo viene menzionato per la prima volta da Glabro durante una discussione con Marco nel quale il nuovo Pretore critica il suo modo incauto di affrontare i ribelli di Sertorius nella provincia ispanica con il rischio di subire una clamorosa sconfitta a causa della sua sventatezza.

La Guerra dei Dannati[]

All'inizio dell'ultima serie, Pompeo è sempre impegnato a difendere il territorio romano nella Penisola Iberica contro i ribelli disertori di Sertorius.

Il suo nome viene menzionato più volte da Metello specialmente a Crasso nel momento in cui il Senatore chiede a quest'ultimo dei rinforzi in favore di Furio e Cossinio per contrastare l'avanzata degli uomini di Spartacus con in aggiunta una posizione di comando anche se comunque al secondo posto nelle gerarchie rispetto ai due. Poco dopo quando il futuro Imperatore sembra accettare le sue condizioni, Metello si mostra stupito della sua accondiscendenza rispetto proprio al suo commilitone che invece in passato ha preteso la massima carica nei ranghi di comando durante la guerra civile in Spagna e Crasso gli risponde che lui i meriti e gli onori vuole guadagnarseli sul campo.

Il simbolo dell'aquila e i delfini sulle armature dei soldati di Pompeo

Successivamente un drappello di soldati di Pompeo sulla via del ritorno vengono attaccati ed uccisi dai ribelli. All'accampamento Spartacus ed i compagni si accorgono del simbolo dell'aquila ed il delfino sulle armature e Laeta spiega loro che si tratta degli uomini di Pompeo e che le sue imprese sono lodate in tutta la Repubblica, il trace conferma le sue parole dicendo che infatti le sue truppe combattono sia per terra che per mare ed infine di non farsi illusioni perché presto i suoi soldati incroceranno il loro cammino.

Intanto Spartacus approfitta della situazione ed usa le armature romane requisite in precedenza per far cadere Crasso in un tranello quindi invia alcuni dei suoi uomini come messaggeri del Proconsole offrendo al Senatore un incontro in campo neutro tra i due per discutere dei loro ruoli personali da assumere contro i ribelli. Nel frattempo Cesare avendo riconosciuto i finti messaggeri cerca di convincere Crasso nel mandare il figlio Tiberio a rappresentarlo e farlo cadere in trappola, cosa che poi effettivamente accade ed il giovane Tribuno viene catturato dai ribelli senza difficoltà.

Il vero emissario di Pompeo rivela involontariamente a Crasso il destino malverso del figlio

Qualche tempo dopo un autentico emissario di Pompeo giunge al quartier generale di Crasso ed il Senatore nota la mancata presenza di Tiberio insieme a loro. Il messaggero gli comunica che nessuno era stato mandato prima di lui, dopodiché Crasso afferma di aver visto lo stesso simbolo di Pompeo nelle armature ed il soldato risponde che sono state inviate alcune staffette ma non a lui, allora Crasso preoccupato chiede se alcune non sono tornate alla base e l'emissario effettivamente gli risponde dicendo che solo una diretta nel Lazio non ha fatto ritorno dando quindi conferma che Tiberio si trova in grave pericolo.

Pompeo incontra per la prima volta Cesare e Crasso dichiarando conclusa definitivamente la rivolta di Spartacus e lui come assoluto vincitore

Al termine della battaglia finale, Pompeo fa finalmente la sua apparizione al fianco di Metello e rivolgendosi a Crasso dice che è contento di vederlo in salute visto il timore che Spartacus avesse sfondato le sue linee prima che lui fermasse i ribelli a settentrione. Intanto Metello che porta ancora con se i segni dell'aggressione subita in precedenza dall'Imperatore dichiara compiaciuto che Pompeo ha sconfitto i ribelli prima che raggiungessero le montagne e la notizia è già stata inviata a Roma così da essere dichiarato vincitore della guerra contro Spartacus. Le sue parole innervosiscono Cesare che protesta ma Crasso consegna spontaneamente i meriti al compagno che dopo aver ringraziato ed invitato a festeggiare insieme al suo ritorno se ne va.

Cesare senza parole per la sua decisione insiste sul fatto che dopo tutto quello che hanno patito lascia che gli allori vadano a chi non se li è meritati, Crasso però lo tranquillizza dicendo che acclamarlo vincitore farà di lui un alleato ed insieme formeranno un triumvirato potente che cambierà il corso della storia.

Contesto Storico[]

Gneo Pompeo Magno nasce a Picenum nel 106 a.C. e fin dalla giovane età divenne famoso per le sue brillanti vittorie durante la Guerra civile nell'83 a.C. come Luogotenente di Silla tanto da guadagnarsi l'epiteto di "adulescentulus carnifex" cioè "l'adolescente macellaio". Una delle sue prime significanti vittorie venne riportata contro Lucio Giunio Bruto Damasippo dove guidò coraggiosamente l'esercito dalla prima linea e fu impegnato in un duello con un valoroso cavaliere celtico. Giunto in Apulia venne proclamato Imperator nonostante fosse ancora un giovane ragazzo, dopodiché insieme a Metello Pio occupò Sena Gallica poi sconfisse la retroguardia dell'esercito mariano di Gaio Marcio Censorino e si congiunse con il contingente comandato da Marco Licinio Crasso dove costrinsero Gaio Albino Carrina alla fuga verso Spoleto. In seguito Pompeo intercettò di nuovo Marcio Censorino mentre cercava di raggiungere Praeneste e lo sconfisse duramente nonostante quest'ultimo riuscì di nuovo a scappare, la guerra civile volse poco dopo al termine con le forze di Silla e Crasso che uscirono vittoriosi dalla decisiva battaglia di Porta Collina contro l'esercito romano-sannita di Ponzio Telesino mentre Pompeo entrò in Etruria ed attaccò le ultime truppe rimaste di Papirio Carbone e porre così fine al conflitto. Nell'81 a.C. Silla affidò a Pompeo il compito di riconquistare la Sicilia per riprendere i rifornimenti di grano alla città di Roma quindi con 6 Legioni e 120 navi da guerra eseguì la sua missione con grande abilità e velocità che costrinse Marco Perperna Ventone alla fuga mentre di nuovo Papirio Carbone e Quinto Valerio Sorano furono catturati e giustiziati sommariamente, cosa che fece nascere verso di lui aspre critiche e che consolidò le voci sulla sua presunta ferocia in combattimento. Successivamente sbarcò in Africa sue due fronti a Cartagine ed Utica dove le forze mariane avevano costituito un importante nucleo di resistenza con Gneo Domizio Enobarbo coadiuvato da Iarba sovrano della Numidia. Il giorno della battaglia fu caratterizzato da un clima ventoso e di piogge intensissime che pose Pompeo in una posizione di vantaggio per questo approfittò della situazione per sbaragliare le truppe di Enobarbo ormai indebolite e demoralizzate e dove anche il loro comandante fu ucciso, dopo questo successo marciò subito verso ovest per affrontare Iarba in collaborazione con Bogud Re della Mauretania ed insieme costrinsero il sovrano numide alla resa nella fortezza di Bulla per poi venire giustiziato e sostituito con Iempsale. In soli 40 giorni il condottiero romano concluse la sua missione militare e venne celebrato con il primo Trionfo. Quando l'esercito pompeiano si riunì a quello di Silla dimostrò molta più fedeltà verso il suo comandante dove proprio in questo contesto fu proclamato "Magno" questo creò un grosso attrito tra lui ed il Dittatore che lo spinse a ritirarsi per due anni a vita privata, passato quel tempo ritornò nella vita politica e dopo la morte di Silla entrò in conflitto col nuovo capo del partito democratico Marco Emilio Lepido che in precedenza aveva sostenuto quindi organizzò l'esercito per occupare la Gallia Cisalpina ed affrontare Marco Giunio Bruto che si arrese presso la città di Modena, a quel punto scese verso sud e sconfisse Lepido a Cosa ponendo fine alla sedizione. Nel 76 a.C. Pompeo si mise in marcia verso la Penisola Iberica contro i romani disertori di Quinto Sertorio ma tradito dalla sua troppa confidenza ed avventatezza data dalla sua giovane età viene duramente sconfitto nella battaglia di Laurone, dopo aver rinforzato l'esercito riprende la campagna cercando di collegarsi con Metello Pio ed inizialmente ottiene alcune vittorie su i due subordinati Perperna ed Erennio presso Valenza dove quest'ultimo viene ucciso, a questo punto preso dall'enfasi dello scontro attacca direttamente Sertorio senza attendere l'aiuto del compagno che intanto aveva ucciso Lucio Irtuleio nella battaglia di Segovia sottovalutando di nuovo l'avversario e per questo viene di nuovo battuto e ferito ad una coscia. La guerra durò fino al 71 a.C. che si risolse soltanto con l'assassinio di Sertorio e non da una vittoria netta sul campo, questo fatto però gli consentì di ritornare in Italia e mettere definitivamente fine alla rivolta di Spartaco guadagnandosi così il secondo Trionfo. Nel 67 a.C. fu nominato come comandante di una flotta speciale che consentì di ripulire l'intero bacino del Mediterraneo dai pirati e conquistare l'isola di Creta, le coste della Licia, Panfilia e Cilicia. Ormai era l'eroe del momento e la sua popolarità lo condusse ad una nuova guerra contro Mitridate VI che sconfisse definitivamente dopo alcuni anni ma non solo lui, ebbe la meglio anche di Tigrane il Grande Re di Armenia e per questo conquistò la Siria ed occupò Gerusalemme, questo permise una riorganizzazione generale delle province orientali ed alleanze politiche che lo celebrarono gloriosamente con il terzo Trionfo. Nel 59 a.C. forma con Marco Licinio Crasso e Giulio Cesare il primo Triumvirato e per consolidare questa unione sposa Giulia la figlia del Console omonimo. Con il passare del tempo non si rese conto dell'enorme ascesa di Cesare e quando passò il Rubicone, Pompeo riuscì a fuggire da Brindisium, riguadagnò sicurezza nell'assedio di Dyrrhachium ma quando si accorse di non poter vincere fuggì in Grecia dove venne sconfitto nella campale battaglia di Farsalo nel 48 a.C., a questo punto fu costretto a fuggire in Egitto dove venne ucciso a tradimento dai consiglieri del giovane Re Tolomeo XIII mentre aspettava in mare aperto un accordo per la resa e la sua testa accompagnata dall'anello simbolo del Senato su un piatto d'argento direttamente a Giulio Cesare poco dopo il suo arrivo.

Note[]

  • Joel Tobeck interprete

    Joel Tobeck interpreta i due ruoli principali di Strife e Deimos in Hercules e Xena

    di Pompeo è diventato molto conosciuto per i suoi ruoli che ha ricoperto insieme ai Produttori e molti colleghi nelle serie come Hercules, Young Hercules, Xena - Principessa Guerriera, Cleopatra 2525 e nell'attuale Ash vs Evil Dead. Oltre ha questo ha condiviso molto spesso il cast con Michael Hurst, un episodio di Mysterious Island con John Bach e Stephen Lovatt, con Jenna Lind in :30 Seconds, insieme a Jeffrey Thomas e Craig Parker il telefilm Mercy Peak, tornando al cinema prende parte al film 30 Giorni di Buio con Manu Bennett, Peter Feeney, Jared Turner, Kelson Henderson, John Wraight, John Rawls, Andrew B. Stehlin, Jacob Tomuri e Matt Gillanders, il film per la TV Siege sempre con Feeney, Henderson, Mark Mitchinson, Mark Warren e Adam Gardiner, in seguito è comparso nella miniserie Underbelly NZ: Land of the Long Green Cloud in compagnia di Will Hall, Andrew Laing, Mark Warren, Colin Moy, Harry Stanbridge, Karlos Drinkwater e Katherine Kennard. Per finire è presente nella serie This Is Not My Life con John Bach, Steven A. Davis, ancora Katherine Kennard, Tania Nolan, Peter Feeney e Lesley-Ann Brandt, nella sua carriera ha svolto anche il lavoro di doppiatore quindi lo troviamo nella serie Power Rangers Megaforce con Jason Hood, Campbell Cooley e Mitchinson, ultimamente con questi attori ha condiviso parecchie produzioni come le serie Westside, Hillary, The Doctor Blake Mysteries ed i film Venus and Mars e Mortal Engines.
  • Nella versione originale viene chiamato colloquialmente con il nome di Pompey.
  • Il personaggio di Pompeo richiama direttamente alla Gens Pompeia, famiglia plebea romana che secondo la leggenda deriva addirittura da Alessandro Magno e specialmente dal figlio illegittimo Eracle di Macedonia che scappato da un tentativo di assassinio si rifugiò nel Piceno e lì sposò una nobile principessa chiamata Pumpea e dalla loro unione nacque un figlio con il nome medesimo di Pompeo. Questa famiglia comprende molti personaggi illustri perlopiù consoli ed oratori, il primo degno di nota è Gneo Pompeo Strabone, padre dello stesso Pompeo Magno che fu console nell'89 a.C. durante la Guerra sociale contro gli Italici, nello stesso anno promosse una legge per il diritto latino anche per i Transpadani e finita la guerra si ritirò nel Piceno. Quando Silla prese il suo posto nella guerra contro Mitridate e lasciò l'incarico a Pompeo Rufo, il Senato ordinò a Strabone di consegnarli l'esercito ma contrariato lo fece uccidere. Alla fine quando Cinna venne cacciato da Roma, fu costretto a schierarsi contro quest'ultimo e Sertorio fino alla sua morte nell'87 a.C. forse causata da un fulmine o più probabilmente da una pestilenza. Altri personaggi di nota sono i due figli di Pompeo Magno e cioè Gneo Pompeo che insieme al fratello Sesto Pompeo si schierarono contro Cesare dopo la morte del padre e si unirono a Metello Scipione e Catone l'Uticense fino alla sconfitta di questi ultimi nella battaglia di Tapso, a questo punto fuggirono e dopo essersi alleati con Tito Labieno attraversarono la Penisola Iberica. Nel 45 a.C. i due fratelli vennero sconfitti nella battaglia di Munda e Gneo Pompeo fu catturato e giustiziato, il fratello sopravvisse ancora per alcuni anni e costrinse i secondi triumviri Augusto Ottaviano, Marco Antonio e Marco Emilio Lepido all'accordo di Brindisi e la pace di Miseno per la riapertura dei mari ed il controllo delle coste per permettere l'arrivo dei rifornimenti, nel 38 a.C. però si riaccese il conflitto e Sesto approfittando dell'assenza di Marco Vipsanio Agrippa vinse la battaglia navale di Messina ma poco dopo il Generale fedele ad Ottaviano riuscì ad occupare Lipari ed a sconfiggere Sesto Pompeo prima a Milazzo e poi definitivamente nella battaglia navale di Nauloco, quest'ultimo alla fine riuscì a fuggire in Oriente ma venne catturato a Mileto e giustiziato senza processo. Inoltre possiamo ricordare anche Quinto Pompeo Falcone, che fu prima Legato durante la Prima campagna dacica sotto l'Imperatore Traiano e Governatore della Licia e Panfilia poi della Giudea ed infine della Mesia Inferiore quando l'Imperatore era impegnato nella guerra contro i Parti e le tribù sarmatiche. Successivamente divenne Governatore della Britannia sotto il successore Adriano e represse una rivolta scatenata dai Briganti e i Selgovi, nel 124 fu Proconsole d'Asia e qualche anno dopo si ritirò a vita privata in una villa in campagna fino alla sua morte. Per ultima Pompea Silla, figlia di Quinto Pompeo Rufo che fu la terza moglie di Giulio Cesare e che fu ripudiata perché sospettata di aver tradito il marito con l'amante Publio Claudio Pulcro.

Apparizioni[]

Riferimenti[]

  • Il personaggio di Gneo Pompeo Magno è presente in molte opere letterarie tra cui:
    • Tre parti della serie Masters of Rome di Colleen McCullough dal titolo Fortune's Favourites del 1993, Caesar's Women del 1997 e Caesar del 1998.
    • Varie parti della serie di racconti Roma Sub Rosa di Steven Taylor dal titolo A Murder on the Appian Way del 1996, Rubicon del 1999, Last Seen in Massilia del 2000, A Mist of Prophecies del 2002 ed infine The Judgment of Caesar del 2004.
    • Pompeo compare nella serie storica SPQR di John Maddox Roberts pubblicata dal 1990 al 2010.
    • La trilogia di Robert Harris dal titolo Imperium del 2006, Lustrum del 2009 e Dictator del 2015.
    • La parte finale della vita di Pompeo è drammatizzata nella pièce teatrale dal titolo La Mort de Pompée di Pierre Corneille del 1642.
    • Il personaggio di Pompeo fa parte pure della serie a fumetti dal titolo Le Avventure di Alix di Jacques Martin fin dal 1948.
    • Pompeo Magno lo possiamo trovare anche in una storia della serie a fumetti di Asterix dal titolo Asterix e Latraviata del 2001.
  • La figura di Pompeo Magno è raffigurata anche nell'arte, scultura e pittura internazionale tra cui:
    • Un primo busto è presente al Museo Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen.
    • Un secondo busto datato all'incirca al 55 a.C. è conservato al Museo del Louvre di Parigi.
    • Un terzo ed ultimo busto del 70-60 a.C. è situato al Museo archeologico nazionale di Venezia.
    • Una statua di Pompeo Magno è presente a Villa Arconati a Castellazzo di Bollate in provincia di Milano.
    • Una seconda è posta al Palazzo Spada di Roma.
    • Una terza scultura molto simile alla precedente si trova al Palazzo Reale di Varsavia.
    • Un mezzobusto è collocato nel parco Łazienki sempre a Varsavia in Polonia.
    • Un altro mezzobusto probabilmente del XVII secolo si può vedere allo Chateau de Vaux-le-Vicomte in Francia.
    • Infine un ultimo busto che ricorda la vittoria contro Mitridate è presente alla Residenza di Monaco di Baviera.
  • Nei giorni nostri sono ancora visibili i resti di due antiche ville di Gneo Pompeo Magno delle quali Villa Doria ad Albano Laziale e la seconda a Marina di San Nicola nella frazione di Ladispoli. E' tuttora esistente un tratto del famoso Teatro di Pompeo nella zona del Campo Marzio oltre ai resti del Ponte di Pompeo costruito nel I secolo a.C. a Mtskheta in Georgia.
    • Il ritratto di Pompeo insieme a Cesare è stato effettuato dall'artista Taddeo di Bartolo nel 1414 al Palazzo Pubblico di Siena.
    • Ritratto anonimo dal titolo La Morte di Pompeo del XVIII secolo al Museo Nazionale Magnin di Digione.
    • The Triumph of Pompey di Gabriel de Saint-Aubin del 1765 al Metropolitan Museum of Art di New York.
    • Due ritratti dello stesso tema dal titolo Caesar's remorse at the death of Pompey furono commissionati a Louis Jean François Lagrenée nel 1767 ed inviati al Palazzo Reale di Varsavia.
    • Altre importanti illustrazioni dal titolo The Flight of Pompey after the Battle of Pharsalus e Pompey enters the Jerusalem Temple sono state create da Jean Fouquet tra il 1470 ed il 1475.
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